FAUNA

La fauna locale è molto varia e presente nel territorio, anche a bassa quota in prossimità del centro abitato. Accanto a quelli dell'orso, anche i recenti della lince e del gipeto, testimoniano l'assoluta integrità ambientale di questi fantastici territori.

Nelle nostre sale potrete vedere diverse specie locali immerse nel loro habitat naturale tra cui cervi, stambecchi e molti altri. Il pezzo forte del museo è sicuramente l'orso speleo, che nella preistoria ha abitato gli altipiani del Tesino. Inoltre non potete perdervi la collezione di insetti, le nostre sale dedicate a rettili e pesci e la sala della caccia in cui sono esposti splendidi trofei donati da cacciatori locali.

VIPERE

COME RICONOSCERLE

Le vipere sono timide ed elusive, difficili da scorgere in un ambiente naturale. Hanno le squame del capo piccole, numerose e sovrapposte, coda molto corta e colorazione del corpo opaca. Le vipere sono lente nei movimenti, e reagiscono mordendo solo quando si sentono in pericolo.

IL MORSO DELLA VIPERA

Può non essere facilmente riconoscibile: si presenta con due forellini, con uno soltanto o in alcuni casi è quasi invisibile. Nel punto di inoculo si sente pressoche immediatamente dolore e si hanno gonfiore e chiazzature emorragiche con necrosi tessutale. A livello generale i sintomi si manifestano in genere entro un'ora. Si avvertono dolori addominali, dolore muscolare, febbre, vomito, diarrea, abbattimento e spesso sete intensa. 

COME COMPORTARSI

La prima cosa da fare è rimuovere anelli, bracciali o qualsiasi cosa che possa costringere la parte interessata dal morso. Ridurre al minimo l'attività fisica, poichè l'attività muscolare facilita l'assorbimento del veleno. Detergere delicatamente l'area della ferita e disinfettarla (ma non con alchool). Non bere alcolici di alcun genere ed evitare di raffreddare con ghiaccio la parte offesa. Possiamo effettuare la tecnica del bendaggio compressivo, anche se effettuata da personale capace porta a migliori risultati. Si tratta di bloccare o rallentare il circolo linfatico. Si inizia il bendaggio dal punto di inoculo per proseguire distalmente (verso mani o piedi) includendo le estremità. Si dovrà procedere all ulteriore immobilizzazione dell'arto con l'applicazione di una stecca mantenuta in posizione da un'altra benda. Il bendaggio deve essere mantenuto fino al raggiungimento del pronto soccorso più vicino. L'intossicazione da veleno di vipera è un'emrgenza medica che richiede strutture e personale qualificati.

 

ZECCHE

Le zecche sono artropodi con una cuticola corriacea e corpo schiacciato. Sono parassiti di molti animali e dell uomo, si nutrono di sangue per cui sono dotati di un apparato boccale, detto comunemente "rostro", che gli consente di rimanere saldamente attaccati all ospite. Sono potenziali vettori di protozoi, batteri, virus e rackettsie. L habitat comune è costituito da ambienti boschivi cespugliosi con vegetazione bassa e substrato ricco di foglie. La maggior concentrazione la troviamo in ambienti umidi e ombreggiati.

COME RIMUOVERLA

Se una zecca ci ha punto è importante rimuoverla il più rapidamente possibile per evitare la trasmissione di agenti di malattia o di neuro tossina. Lo strumento più efficace per l'asportazione è una pinzetta a punta fine. Evitate di stordire la zecca con sostanze varie o uccidere l'animale prime della rimozione: potrebbe attivare un'azione di rigurgito con aumentati rischi di infezione. L'animale deve essere afferrato il più possibile vicino alla pelle evitando strappi violenti e sopratutto che parte dell animale rimanga nella cute. Sarebbe buona norma consultare il proprio medico di fiducia. Dopo aver tolto l'animale disinfettare bene la parte offesa.

L'ALTOPIANO DELLE FARFALLE

Anticamente, come altre comunità alpine, anche i tesini hanno sottratto al bosco che ricopriva gran parte del territorio ampie praterie adatte al pascolo. Già nel 600 numerose greggi di pecore erano presenti in questa montagna, le aree più favorevoli dei pascoli alti, di proprietà comunale, erano destinate al pascolo bovino. Ancora oggi si pratica l'alpeggio in alcune delle malghe sparse nel territorio. La fascia altimetrica tra i 1200 e 1400 metri era, fino agli anni '50, coltivata da prato stabile, cereali, patate, cetrioli o cavoli. Con l abbandono della attività agricola e dell allevamento del bestiame avvenuto negli ultimi anni il bosco prende il sopravvento sopratutto nei luoghi più impervi e ombreggiati, ma gran parte dei prati viene ancora falciata in modo da preservare vaste aree prative: questo è il regno delle farfalle. L altopiano, nella sua grande estensione, include diversi biotopi. Nei pendii aridi e assolati crescono diverse specie di garofani, saponarie, maggiorana, cardi, timo, sedum, sempre vivi. I prati ospitano numerose specie di graminacee, scabiosa, artemisie, salvie, campanule, gerani e primule cicorie. A maggio nelle radure tra ginepri e larici sbocciano rare orchidee. Faggete consociate ad abeti bianchi, boschi misti di abete rosso e tante altre specie come l acero, il maggio ciondoloo il biancospino che ospitano centinaia di insetti e lepidotteri. Diverse specie di farfalle sono legate a particolari piante madri: l'ortica ad esempio ospita il bruco della vanessa (vanessa urticae). Alle pendici del Picosta, la dove i sedum ricoprono con i loro smaglianti fiori gialli il bordo deimuri a secco e le sassifraghe sulle rocce calcaree formano fitti cuscinetti  di rosette grigio verdi, vive il bruco della spendida farfalla apollo (parnasius apollo). A fine maggio una sua generazione si invola; l apollo ha le ali copertedi squame bianche o grigastre con evidenti ocelli rossi bordati di nero e con in centro il bianco nelle aree posteriori. Sui fiori che ricoprono d'estate i prati, numerose altre specie di farfalle volano nelle ore più calde. Il macaone (papilio machaon), la vanessa atlanta, la vanessa paone (inachis io), la vanessa dallo scialle (nynphalis antiopa), la cedronella (ganepteyx rhamni) e diverse specie di erebie. Sui sentieri o su una roccia dove trasuda un po' di umidità, numerose sono le piccole farfalle argo, dal bel colore blu o violetto i maschi e brune le femmine.

Quasi sempre in coppia, le zigene, presenti con diverse specie, dal colore nero metallico punteggiate di rosso, bianco o giallo e poi ancora la podarilio (iphiclides podariulius) il cui bruco vive sui prugnoli e molte altre ancora. All imbrunire, si alza in volo il popolo numeroso delle farfalle notturne.